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"Flessibilità", sembra essere la parola chiave per la realtà del mondo del lavoro nella società post-industriale. In questi ultimi anni si registra una tendenza a sviluppare forme di lavoro sempre meno soggette a vincoli formali. Uno dei fenomeni più rilevanti da questo punto di vista è l’esplosione dei cosiddetti lavori parasubordinati (meglio noti come lavori atipici) ovvero tutte quelle nuove forme di occupazione che non si possono configurare né come lavoro autonomo, né come lavoro subordinato. 
Infatti in questa forma lavorativa non esiste l’instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente, ma un contratto di prestazione professionale con modalità, durata e corrispettivo retributivo regolati dal contratto stesso che viene stipulato dalle due parti. A differenza del lavoro autonomo questo contratto non richiede né l’iscrizione ad albi professionali né la apertura di una partita IVA. Le possibili forme di contratto sono: le prestazioni di collaborazione coordinata continuativa e le prestazioni occasionali (oltrechè le consulenze professionali e l’associazione in partecipazione).

   · la collaborazione coordinata e continuativa è una forma di collaborazione svolta sotto l’indirizzo e il controllo di un committente, che s’inserisce in un programma aziendale, senza però rendere necessaria una presenza e un rapporto stabile all’interno dell’organizzazione aziendale. I lavoratori che hanno stipulato questa forma di contratto sono tenuti al versamento all’Inps di un contributo del 10% sui redditi di lavoro, ora salito al 14% (15% nel 2003) per chi non è iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria. Questa quota spetta per due terzi al committente, mentre per un terzo è a carico del lavoratore. Con Il concetto di continuità si sottolinea un tipo di prestazione dal carattere non meramente occasionale ma una serie di prestazioni reiterate nel tempo; il requisito essenziale della collaborazione occasionale, viceversa, è proprio quello della saltuarietà: in questo tipo di contratto la prestazione non dovrebbe quindi essere reiterata più volte.
   · Nella prestazione occasionale Il prestatore è obbligato a prestare la propria opera o servizio dietro pagamento di un corrispettivo a fattura assoggettata a ritenuta d'acconto al 20%. L'organizzazione del lavoro si svolge in modo autonomo da parte del prestatore d'opera e non vi sono vincoli riconducibili ad orari rigidi predeterminati dal committente, fatte salve ovviamente esigenze tipiche e specifiche dell'azienda.
Dati recenti indicano che l’Identikit del lavoratore atipico medio è il seguente: meno di 40 anni, maschio, residente al Nord, lavora con una collaborazione coordinata e continuativa. Più della metà dei lavoratori atipici è infatti al di sotto dei 40 anni e tale percentuale tra le donne sale al 63 per cento. 
Se complessivamente sei "atipici" su dieci sono uomini, la prevalenza di maschi si ribalta tra le nuove generazioni: nella fascia d’età dei giovanissimi fino ai 29 anni, le donne sono più numerose. Più in generale, poi, è importante osservare che le donne sono in realtà sovrarappresentate rispetto alla situazione del mercato del lavoro nazionale. Questo fa pensare che i parasubordinati siano reclutati in gran parte presso le cosiddette "quote deboli" del mercato del lavoro.

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