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L'amministrazione finanziaria svolge una costante attività di controllo sia sulle dichiarazioni dei contribuenti (dichiarazioni dei redditi, IVA, di successione, ecc.) che sugli altri versamenti di imposta effettuati direttamente dal contribuente anche senza presentazione di alcuna dichiarazione (tasse auto, imposta di bollo, imposta di registro, ecc.). Al termine di questi controlli, definiti formali, se risultano imposte o contributi ancora dovuti, tali importi saranno richiesti al contribuente maggiorati di interessi e sanzioni. Se il controllo sarà stato invece sostanziale, cioè sono stati accertati maggiori redditi, l'amministrazione produrrà un atto di accertamento.
La cartella di pagamento è l'atto formale attraverso il quale l'amministrazione comunica al contribuente gli addebiti conseguenti ad un controllo effettuato sulle dichiarazioni presentate o sui versamenti effettuati. La cartella deve essere accuratamente controllata in quanto deve essere pagata entro 60 giorni dal suo ricevimento ovvero, se si ritiene infondata, entro lo stesso termine deve essere presentato ricorso agli uffici competenti.
L'emissione di questo atto è conseguente ad un controllo sostanziale che ha evidenziato un maggior reddito. Il contribuente che riceve un avviso di accertamento può decidere di pagare, entro 60 giorni dal suo ricevimento, usufruendo della riduzione ad un quarto delle sanzioni dovute, ovvero di presentare ricorso, entro lo stesso termine, agli uffici competenti.
Sono due strumenti che consentono al contribuente di prevenire le vertenze con il fisco o di chiudere quelle già iniziate. Il concordato, anche detto accertamento con adesione, permette di patteggiare l'entità dell'imponibile sia quando si è ricevuto un accertamento, sia prima di averlo ricevuto, quando si è subito un controllo da parte dell'amministrazione.
La conciliazione permette di mettere fine ad una controversia quando è già stato presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale, evitando le lungaggini e le spese dei vari gradi di giudizio, ed usufruendo della riduzione delle sanzioni ad un terzo.

Nel caso di ricevimento di cartelle di pagamento che contestano il mancato pagamento, parziale o totale, di imposte o tasse, anche riferite a tributi locali, o avvisi di accertamento, è opportuno rivolgersi presso gli uffici del CAF ACLI per effettuare un primo controllo sull'esattezza della contestazione. Nel caso in cui tali somme risultassero non dovute, i nostri uffici sono in grado di assistere il contribuente nella predisposizione e presentazione delle istanze e dei ricorsi che si rendessero necessari. E' possibile ottenere inoltre la stessa assistenza e consulenza anche nel caso di richieste di rimborso per imposte pagate in eccesso e non dovute. 
E' fondamentale, per questo tipo di pratica, la tempestività nel rivolgersi ai nostri uffici, per evitare il rischio di perdere il diritto a presentare ricorsi o istanze per decorrenza dei termini.

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